Il profilo del serial killer

serial-killers

Tutti noi conosciamo e usiamo il termine “serial killer” da oltre trenta anni circa. L’ omicida seriale le cui storie riempiono i giornali e gli schermi di tutto il mondo. Ma chi è costui in realtà? Quali sono i tratti caratteriali che distinguono una personalità incline ad uccidere per il puro senso del piacere?

Definizione 

Il termine serial killer deriva dall’ inglese ( to kill ) uccidere e significa letteralmente omicida. Il termine seriale  invece, si riferisce al comportamento di chi uccide più persone in modo ripetuto nel tempo con pause dette di “raffreddamento” o intervalli emotivi, durante i quali l’ assassino può anche condurre una vita normale.

La figura del serial killer non è recente come il termine. Oggi il fenomeno di omicidio seriale sembra molto diffuso per via dell’ importanza mediatica che suscita ma in realtà gli assassini seriali esistevano già nell’ antichità. Gli imperatori romani, ad esempio Nerone e Caligola, uccidevano le loro vittime per provare nuove emozioni o semplicemente spinti dalla noia. Nel 1800 il caso più eclatante che ha dato una vera e propria identità al serial killer fu quello di Jack lo “Squartatore”.

Intorno agli inizi degli anni ’80 non si facevano distinzioni e si generalizzava usando il termine di “assassini multipli”, ovvero chi uccideva due o più persone. Grazie all’ F.B.I. si comincia a parlare di “assassini seriali” e si distinguono in diverse categorie. A seconda del numero di vittime, del luogo e del tempo in cui vengono commessi gli omicidi, si differenziano le tipologie del killer di massa (mass killer), ovvero colui che uccide quattro o più persone in un unico luogo e nello stesso momento ; il killer compulsivo (spree killer), che uccide due o più vittime in un arco di tempo breve ; infine il killer seriale (serial killer), che uccide due o più vittime in luoghi e in tempi diversi seguendo i cosiddetti “intervalli emotivi” tra un omicidio e l’ altro. Nei primi due casi gli assassini non conoscono le proprie vittime e generalmente le scelgono in modo casuale. Il serial killer, invece, può arrivare a programmare tutto nei minimi particolari e anche le vittime risponderanno a dei requisiti specifici, diversi da killer a killer.

Profilo

Cosa porta un soggetto ad essere classificato nella categoria dei killer seriali?

Il requisito principale è l’ intenzionalità e la volontà di uccidere. Spesso il serial killer è dotato di una volontà così forte da poter indurre qualcun’ altro a commettere l’ atto omicida in sua vece (killer per induzione). In questo caso entrambi gli esecutori vengono ritenuti assassini seriali, ma con diversi gradi di responsabilità.

Molto importante è anche l’ aspetto psicologico del soggetto. Spesso si tende a pensare che individui capaci di certi atti deprecabili soffrano di disturbi legati alla personalità, alla psiche e alla sessualità. Si tende ad etichettarli come “mostri“, come qualcosa di alieno, che non ha nulla a che fare con la gente comune. In realtà dagli studi effettuati emerge che soltanto un quarto degli assassini seriali registrati a livello internazionale soffrono di qualche forma di disturbo psicotico. Quindi, il più delle volte, l’ omicida seriale rientra in ciò che noi definiamo “normale”.

Come riconoscere e prevenire un comportamento da killer seriale?

La scienza forense e gli istituti investigativi ci hanno fornito alcuni tratti distintivi comuni a più serial killer che si sviluppano per lo più nell’ età della fanciullezza:

Piromania: la mania di dare fuoco a cose per il puro piacere di assistere alla devastazione creata provando un senso erotico di eccitazione sessuale.

Sadismo: spesso esercitato nei confronti di animali (cani e gatti), consiste in atti di pura crudeltà e abuso per un piacere personale.

Enuresi: il disturbo di bagnare il letto comune ai bambini che diventa sintomo di uno scompenso emotivo quando si presenta nell’ età della pubertà (ne soffre il 60% dei serial killer intervistati).

Questa triade è nota come Triade di MacDonald e ci fornisce delle linee guida generali. Il profilo del serial killer, infatti, è molto più complesso perché pieno di fattori variabili.

Cosa spinge un serial killer ad uccidere?

Cosa succede nella mente di un omicida per scatenare in lui la pulsione di uccidere un proprio simile? L’ infanzia è una fase cruciale durante la quale un bambino dovrebbe avere un giusto  sviluppo emozionale e sessuale. Se un bambino cresce in un ambiente violento, nel quale subisce maltrattamenti e umiliazioni, vivrà una realtà totalmente distorta e baserà le proprie esperienze sull’ odio e l’ abuso di potere.La maggior parte dei serial killer intervistati ha subito maltrattamenti e violenze nell’ età dell’ infanzia.

Durante queste dinamiche familiari violente il bambino sviluppa un forte odio e astio nei confronti della madre carnefice e da quel momento odierà tutte le donne, non solo sua madre. Questa patologia si chiama misoginia e porta l’ individuo a credere che le donne siano esseri riprovevoli degni soltanto delle peggiori sofferenze.

Un altra ragione che spinge un individuo ad uccidere è l’ inclinazione alla perversione. Sono numerose e portano la psiche dell’ individuo a distorcere i propri comportamenti in modo del tutto anticonvenzionale.

Le principali forme di perversione sono:

Necrofilia: la fissazione a compiere atti sessuali con cadaveri.

Sadismo: è molto diffuso nell’ ambito dei serial killer ed è forse l’ inclinazione più brutale in quanto l’ assassino prova un immenso piacere nell’ infliggere torture alla vittima. Quando si manifesta nella sfera sessuale il carnefice non prova solo divertimento ma una vera eccitazione sessuale. L’ assassino sadico non uccide le sue vittime ma trae godimento ad infierire sul corpo con brutali mutilazioni.

Pedofilia: l’ ossessione per l’ attività sessuale nei confronti di bambini. Spesso si manifesta nei serial killer che hanno subito abusi o maltrattamenti in età infantile.

Necrofagia: è l’ atto di mangiare la carne dei propri simili (cannibalismo).

Piromania: la fissazione per il fuoco e l’ eccitazione sessuale che deriva dall’ appiccare un incendio o semplicemente assistervi.

Vampirismo: la fissazione per il sangue umano e l’ eccitazione che si trae nel berlo.

Feticismo: l’ ossessione sfrenata per un oggetto, appartenente al sesso opposto, attraverso il quale il soggetto raggiunge il piacere e l’ orgasmo.

Zoofilia: l’ inclinazione all’ attività sessuale con gli animali. Nei casi di sadismo bestiale il soggetto arriva a mutilare e torturare gli animali.

Secondo quanto abbiamo detto esistono numerose tipologie di serial killer, tutte molto diverse tra loro, sia per motivazione sia per modus operandi. Per quanto concerne quest’ ultimo, ovvero la modalità dell’ omicidio, emergono due categorie di killer ben distinte:

Serial killer organizzato: è un perfezionista dell’ omicidio. Generalmente dotato di un’ intelligenza spiccata, il killer organizzato sceglie con cura la vittima e il luogo, pianificando il misfatto in modo così acuto da non lasciare traccia e renderne difficile la cattura. Usa spesso un’ arma propria. Narcisista per natura, il killer organizzato trae gratificazione dalla propria fama e dall’ interesse mediatico di cui il suo Io negativo è assetato.

Serial killer disorganizzato: Agisce in modo impulsivo spesso usando un’ arma impropria trovata sul posto. Dominato da un raptus, il serial killer disorganizzato non si preoccupa di lasciare tracce. Uccide in modo truculento spesso cannibalizzando e seviziando le sue vittime.

La caccia agli assassini seriali non avrà mai fine purtroppo ma oggi, tramite il progresso della scienza forense e con l’ incremento costante dell’ informazione, abbiamo gli strumenti necessari per poter essere più preparati di loro, per anticipare le loro mosse e reagire in modo radicale alla diffusione di questo fenomeno.

 

Questo è l’ elenco dei principali serial killer: 


Informazione libera online.
Resta aggiornato cliccando su Mi Piace

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Current month ye@r day *