Elia Del Grande

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Il fatto

La notte del 7 gennaio 1998, a Cadrezzate, in provincia di Varese, nella loro villa di famiglia, vengono trovati i corpi di Enea Del Grande, di sua moglie, Alida Frosio ed il loro figlio, Enrico Del Grande, gravemente ferito, che morirà in seguito durante il trasporto in ospedale. Tutti e tre uccisi a colpi di fucile: per primo il padre, 57 anni,colpito con due colpi al cuore; poi il fratello Enrico, 27 anni, crollato a terra dopo tre colpi all’ addome; infine la madre, 53 anni, raggiunta in camera da letto e freddata con un colpo al petto. La polizia sospetta dell’unico membro della famiglia Del Grande assente alla strage, Elia Del Grande, il figlio minore che viene fermato appena in tempo dalle autorità svizzere mentre si avviava all’ aeroporto di Lugano con destinazione finale Santo Domingo. Il ragazzo confessa il pluriomicidio e viene portato in carcere a Varese.

Elia: la storia

Elia Del Grande è il figlio minore di una famiglia benestante e vive con i genitori e un fratello di 5 anni più grande di lui in una villa a Cadrezzate, in provincia di Varese. I genitori sono panificatori di professione e gestiscono due negozi in due località diverse. Elia passa la maggior parte del tempo con la nonna paterna e una prozia verso le quali nutre l’ affetto e l’ amore che non ha mai avuto dai genitori. Il padre e la madre di Elia sono sempre fuori per lavoro e quando rientrano a casa sfogano le loro frustrazioni litigando e urlando e spesso la madre, una donna severa e violenta, picchia Elia ed Enrico con utensili domestici. Questi episodi ricorrono spesso durante l’ infanzia di Elia che arriva a sviluppare un rapporto di amore-odio verso la madre e senso di colpa per la sua impossibilità di capire il perché di tanta durezza materna.

Durante gli anni dell’ adolescenza i tratti drammatici della personalità di Elia emergono e sfociano in comportamenti infantili e spesso violenti. Nel 1995, verso la fine del servizio militare, Elia viene trattenuto in caserma per un altro mese, come punizione per i misfatti commessi durante il servizio militare. Si ritrova da solo, con i suoi compagni appena congedati e non accetta questa condizione imposta dai superiori. Decide quindi di inscenare un atto di follia che spera gli farà guadagnare almeno un congedo per esaurimento. Si reca così a Sesto Calende con il treno e va in cerca di un tassista del quale è spesso cliente, un certo Pietro Cova, per farsi dare un passaggio in caserma. Durante il tragitto Elia chiede al tassista di fermarsi e appena questo accosta, il ragazzo gli da un pugno in faccia e in preda a un raptus lo ferisce con un coltellino. Pietro Cova riesce a scappare e qualche ora più tardi smentirà la versione di Del Grande che, per scagionarsi, inventa una rapina. Emerge nella personalità di Elia una forte impulsività e un insicurezza tale da non riuscire a gestire le sue emozioni.

Quando aveva circa sette anni, Elia vive un episodio molto drammatico e destabilizzante: sua madre tenta il suicidio ingerendo diverse pasticche. E’ Elia stesso a trovarla, sdraiata sul letto e con la bava alla bocca. Viene soccorsa dal marito che la porta immediatamente in ospedale. Ad Elia diranno che la mamma aveva avuto solo un malessere dovuto allo stress. L’ ambiente in cui cresce è quindi molto deficitario sia di affetto materno, sia di quello paterno; il padre è infatti un uomo debole incapace di prestare attenzione ad un figlio. Con il fratello maggiore, Enrico, Elia ha un rapporto di totale contrapposizione. A differenza sua, Enrico, è un ragazzo giudizioso, ubbidiente e vive con regolarità sia gli studi superiori, che Elia interrompe quasi subito, sia i successi lavorativi che condivide con i genitori. Elia vive il rapporto fraterno con rivalità e ribellione, rifiutandosi di seguire il modello comportamentale del fratello. La conflittualità che nutre verso Enrico è apparentemente controllata anche se poi sfocerà in tragedia.

La premeditazione

Tutto comincia a Santo Domingo, dove Elia viene mandato a gestire un night club di proprietà della famiglia. Si inserisce molto bene nella comunità domenicana e sviluppa buone capacità di gestione. Diventa responsabile del locale, nel quale lavorano bellissime ragazze, che prestano servizi sessuali in stanze intime. Elia passa le sue serate in cassa attento ai conti. E’ qui che conosce Raysa, una ragazza di colore con la quale comincia una relazione sessuale e sentimentale. Insieme consumano cocaina e per Elia è la scoperta di un nuovo mondo, lontano da Cadrezzate, dove non era nessuno. Per la sua compagna invece lui è tutto: Raysa è molto povera e non passa molto tempo prima che Elia decida di depositare tutto il denaro guadagnato al club sul conto personale della ragazza. Elia si sente parte importante di un’ altra famiglia, quella di Raysa, che ha scelto come sua, pensando di non aver più bisogno della famiglia italiana. Si sente legato ai Del Grande solo per una questione di denaro che gli serve per comprare una casa alla sua nuova famiglia e per viziare la sua ragazza. Chiede quindi ai Del Grande di concedergli la sua parte di patrimonio che gli avrebbe permesso di staccarsi per sempre da Cadrezzate. La famiglia però gli impone di lasciare Raysa minacciandolo di privarlo del suo patrimonio familiare. Anche in questo episodio Elia non si sente capito e si rifiuta di lasciare la sua nuova vita con Raysa, della quale è follemente innamorato.

Tramite i loro soci, la famiglia Del Grande continua a controllare l’ attività del night club. Elia vuole essere stimato come un boss, vuole Raysa e soldi sufficienti per la loro vita insieme. L’ unica soluzione che si fa strada nella sua mente è di uccidere tutti i membri della sua famiglia e godere dei loro miliardi. Lo schema che entra in gioco al momento dell’ elaborazione del crimine è il tema che ricorre da sempre nella vita di Elia: una forte opposizione da parte dei tre membri della famiglia Del Grande verso i suoi desideri e quindi verso il legame che ha con Raysa. Elia subisce l’ ennesimo atto di dominio esercitato dalla sua famiglia che accresce in lui la carica aggressiva.

Al suo rientro in Italia, previsto per Natale, Elia scopre che il padre ha deciso di andare da un notaio con lo scopo di privarlo della sua parte di patrimonio. Comincia a pensare in modo concreto alla realizzazione del delitto e decide di coinvolgere un suo amico, Pierangelo Cavalleri, che non solo gli fornisce la cocaina di cui fa uso frequente, ma che accetta di aiutarlo per un guadagno di dieci milioni.

La ricostruzione della dinamica della strage è alquanto vaga perché il ragazzo confessa di non ricordare nulla dopo l’immagine del padre colpito da due pallottole al petto che si accascia ai suoi piedi. Non ricorda nemmeno la sua confessione avvenuta in un secondo momento. Quello che è certo e che Elia apprenderà dalle indagini, è che la notte del 7 Gennaio 1998, nella casa dei suoi genitori, ha freddato a colpi di fucile il padre, incontrato per primo; la madre, svegliata dagli spari e colpita anche lei in pieno petto ed infine il fratello, che rimane gravemente ferito e che morirà nel trasporto all’ ospedale dopo esser riuscito a chiamare i soccorsi. Dopodiché Elia se ne va in cerca di un alibi.

Dalle indagini dei Carabinieri di Angera emerge l’ accusa di concorso in omicidio nei confronti di altre cinque persone: un certo Benedetto, amico di Elia e Ivan Galletto, che avrebbero passato le ore precedenti alla strage in compagnia di Elia e lo avrebbero accompagnato a casa di Pierangelo Cavalleri, entrambi coscienti dei piani di Del Grande. La notte della strage, Elia chiede un favore anche ad una coppia di amici, Roberto Milan e sua moglie Anna, che abitano in un paese vicino. Del Grande chiede alla coppia di nascondere i cinque fucili in casa loro e di sbarazzarsene, vendendoli o buttandoli. Roberto e Anna accettano senza chiedere spiegazioni, ma quando l’ indomani apprenderanno della tragedia, denunceranno l’ accaduto e verranno accusati di favoreggiamento. L’ ultima persona indagata è Mathias Braiucca, di 24 anni, che ospitò Elia in casa sua nelle ore precedenti alla tentata fuga per la Svizzera.

Il processo ad Elia Del Grande si terrà nell’ ottobre di quello stesso anno e si concluderà con una condanna di tre ergastoli per l’imputato, che verranno successivamente ridotti a 30 anni con la tesi di semi-infermità mentale accettata dai giudici. Stessa la sorte di Pierangelo Cavalleri, anche lui condannato a 30 anni di reclusione. Senza dubbio gli omicidi di Cadrezzate sono il risultato della premeditazione accurata di Elia, al quale non importa di sacrificare la sua famiglia per soddisfare le insistenti richieste di denaro della sua compagna dominicana. Decisivo è infatti il ruolo di Raysa che, con il suo temperamento dominante, esercita un’ influenza ossessiva su Elia che diviene totalmente dipendente sia dalla ragazza, sia dalla cocaina che spesso assumono insieme e che gli servirà come supporto nel dargli coraggio al momento dell’ esecuzione dei crimini.

Oggi Elia sta scontando la sua pena in regime di isolamento: non ha più nessuno accanto, nemmeno Raysa e la sua famiglia. Gli restano la nonna e la prozia, ormai anziane e una condizione esistenziale drammatica aggravata dalla sua fragilità affettiva e dall’ impossibilità di gestire le sue frustrazioni.


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2 responses on “Elia Del Grande

  1. Salve, pero’ nessuno dice in qule carcere sta scontando la sua condanna Elia Del Grande e come fa una persona a scrivergli una lettera se nessuno ci dice dove e’ detenuto e potergli stare vicino…

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