Jack the Stripper: omicidi seriali nel centro di Londra.

Fig.10

 

Sapevate che, 70 anni dalle famose vicende di Jack lo squartatore, un altro Jack, ma senza coltello, gettò sangue nell’ East End di Londra?

Costui, girava per le strade di Londra e fu il responsabile degli omicidi così detti “nudi”, in quanto il killer strangolava le sue vittime e lasciava i loro cadaveri giacenti a terra e completamente nudi. Grazie a questo particolare modus operandi e alla tipologia delle vittime, sempre prostitute, gli venne dato il nomignolo di “Jack the Stripper”, letteralmente, Jack lo Spogliatore.

Gli omicidi cominciarono nel 1959, quando il cadavere di Elisabeth Figg, prostituta, fu trovato nudo e galleggiante nelle acque del Tamigi. La morte era stata causata da strangolamento.

Quattro anni dopo, nel 1963, uno scheletro di donna fu trovato in un mucchio di spazzatura sulle sponde del Tamigi. Si tratta di una prostituta di 22 anni, Gwynneth Rees, strangolata con una corda. Dati i quattro anni trascorsi dall’ ultimo omicidio, la polizia stenta a credere che sia opera dello stesso killer.

Passano solo pochi mesi e un altro cadavere appare sulle acque del Tamigi. E’ il corpo di Hannah Tailford, 30 anni, che è stata strangolata e svestita di tutti gli indumenti tranne le calze.

Due mesi dopo viene trovato il cadavere di Irene Lockwood, di 26 anni, sempre sulle sponde del Tamigi, con le stesse modalità delle precedenti vittime. A questo punto sembra evidente il collegamento tra i tre omicidi; la polizia dichiara quindi l’ esistenza di un serial killer e riceve inoltre la rivendicazione di tale crimine da parte di un custode di 57 anni, Kenneth Archibald, che tre settimane dopo, confessa l’ omicidio della Lockwood, ma verrà ritenuto non colpevole, data la sua versione incongrua dei fatti.

Nell’ aprile del 1964, a Brentford, in un campo, fu trovato il corpo di Helen Barthelemy, 22 anni. Questa è la prima svolta nelle indagini dato che il killer fa l’ errore di lasciare tracce di vernice per automobili sul cadavere della giovane. La polizia inizia così ad indagare nelle fabbriche automobilistiche situate nei paraggi. Passano appena tre mesi e un altro cadavere viene trovato in un vicolo di Londra, anch’ esso coperto di frammenti di vernice. I testimoni dichiarano di aver notato un furgone che si allontanava poco prima che fosse rinvenuto il corpo, ma nessuno riconosce l’ uomo alla guida. Questa volta la vittima è la trentenne Mary Flemming, strangolata e denudata, come le precedenti.

La scia di sangue non si arresta. E’ la volta di Frances Brown, prostituta di 21 anni, scomparsa circa un mese prima del ritrovamento.

L’ ultimo cadavere ritrovato dalla polizia è quello di Bridget O’ Hara, ventottenne, sempre prostituta, viene trovata morta in un capannone di stoccaggio con tracce di vernice sul corpo.

A questo punto gli omicidi si fermano. L’ agente di Scotland Yard incaricato del caso è un certo ispettore John Du Rose. Nonostante la scarsità di indizi, Du Rose ha il forte sospetto che il killer sia Mungo Ireland, un custode di origini scozzesi, che presta lavoro in una fabbrica di auto. Interrogandolo però, viene fuori che ai tempi degli ultimi omicidi Ireland si trovava in Scozia; non poteva quindi essere lui lo Spogliatore.

Non ci sono prove che conducano la polizia ad un sospetto sicuro e fu proprio così che il caso di Jack lo Spogliatore non venne mai risolto. Ci sono stati scrittori come David Seabrook che successivamente, nei propri libri, hanno narrato di probabili indiziati nella Metropolitan Police di Londra, ma non ci furono mai prove a riguardo.

Abbiamo conosciuto le scellerate vicende di Jack lo Spogliatore e tutti siamo al corrente di quelle, ancora più brutali, di Jack lo Squartatore. A questo punto non possiamo fare altro che chiederci: quale sarà il prossimo Jack?

Jack the ripper


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2 responses on “Jack the Stripper: omicidi seriali nel centro di Londra.

  1. Si conosce la data di termine degli omicidi? Quando il serial killer ha praticamente ucciso l’ultima vittima. Grazie!

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