Il fantasma della marchesa di Fosdinovo: Bianca Maria Aloisia

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Nella zona della Lunigiana, in Toscana, provincia di Massa Carrara, c’è un castello che, secondo la leggenda, ospita il fantasma della Marchesa Malaspina, morta tragicamente nei suoi sotterranei.

Il castello fu costruito nel XII secolo e nel 1340 fu acquistato da Spinetta Malaspina che creò il marchesato di Fosdinovo.
Secondo la leggenda il nome Malaspina deriva da un fatto che si verificò nell’anno 540 D.C.

Si racconta che Accino Marzio, un giovane nobile volle vendicare la morte del padre uccidendo nel sonno il re dei Franchi Teodoberto, trafiggendogli la gola con una spina.

Il grido del re “ah! mala spina!” dette origine al motto del ducato “Sum malaspina bonis malaspina malis“/”sono una spina mite per i buoni e una spina mortale per i cattivi”. La leggenda è testimoniata da un grande dipinto collocato nella prima stanza visitabile del castello.

Il castello è una costruzione composta da quattro torri e un bastione ed al suo interno vi sono molte stanze con botole e trabocchetti, si narra che la marchesa Cristina Pallavicini usasse una di queste camere per uccidere i suoi amanti.

La più antica torre di levante è la cosiddetta “camera di Dante“ nella quale si ritiene abbia alloggiato il famoso poeta durante il suo periodo d’esilio. L’amicizia tra Dante e i Malaspina è, inoltre, testimoniata da innumerevoli dipinti presenti nel grande salone centrale del castello.

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Ma la cosa più intrigante del castello è la storia della giovane Bianca Maria Aloisia, figlia di Giacomo Malaspina e di Oliva Grimaldi. La giovane era nata albina e, per questo veniva tenuta segregata nelle sue stanze, ma questo non le impedì di innamorarsi dello stalliere che vedeva dalla finestra.

I genitori, contrari a questo sentimento, che portava alla famiglia, disonore e vergogna, fecero assassinare il giovane stalliere e misero la loro figlia in convento. Diventata badessa poté ritornare al castello, ma il padre la fece segregare in una stanza nei sotterranei del castello.

La poverina fu costretta a vivere di stenti e solitudine per qualche anno, con la sola compagnia di un cane, che rappresentava la fedeltà verso il suo amore e di un cinghiale, che significava ribellione al volere del padre.

Infine la sfortunata fanciulla morì. Morirono con lei i suoi compagni di sventura e a riprova di ciò, nel 1980, nel corso di lavori di consolidamento del castello, furono trovati i resti di una giovane figura femminile e di due animali.

Sul soffitto della sala del trono si evidenziano macchie che, a ben guardare, formano delle figure e precisamente una figura di donna con una che sembra un cane e un’altra che rappresenta un cinghiale.

Inoltre, si dice che nelle notti di luna piena, vaghi per le sale del castello, una giovane donna con lunghi capelli e una tunica bianca.


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