Avvistamenti UFO in belgio: l’ondata belga

In Belgio esiste il SOBEPS, un’associazione che si occupava di avvistamenti UFO e dell’analisi degli eventi spaziali. Tale associazione esisteva da molti anni, ma a causa dell’assenza totale degli avvistamenti nel 1989 decisero di chiudere l’associazione.

Pochi mesi dopo avvenne l’inaspettato.

L’avvistamento UFO del 29 novembre 1989 ore 17

Tutto ha inizio dai racconti di Albert Creuz, nato il 27-08-1938 (centralinista alla stazione polizia locale).

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Alle ore 17:30 una squadra di agenti telefona alla centrale. Creuz risponde. L’avvistamento riguardava un oggetto che volava su campo li vicino illuminandolo come uno stadio di calcio.

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Era la fine di novembre e stava arrivando il Natale e Cruz pensava ad uno scherzo di Natale dovuto al relax e alla particolare assenza di casi di quel periodo. Cercò di capire se si trattasse o meno di uno scherzo fino a quando non gli venne chiesto di affacciarsi alla finestra della centrale e di vedere lui stesso.

“Notai una nave che fluttuava in cielo. Era magnifica da vedere e mi ha fatto pensare subito che non siamo soli nell’universo. L’ho trovata bellissima.”

Decine di telefonate si susseguirono alla telefonata dei suoi colleghi; venne così ordinato alle squadre locali di seguire l’oggetto volante.

Da un’altra angolazione lo stesso UFO.

La storia prosegue con Hiter Klonans, ispettore capo della polizia di stato. Klonans è in auto con il suo partner al confine con l’Olanda, a caccia di spacciatori di droga, quando riceve la chiamata dalla centrale.

L’intervistato racconta:

“Raggiunta la destinazione abbiamo visto una luce e uno strano oggetto che stazionava sulla torre di Henry Chapel. Il nostro compito fu seguire l’oggetto enorme che si vedeva sopra di noi. A un certo punto un secondo oggetto più piccolo è uscito dal retro (una sfera rossa lampeggiante), ha fluttuato in aria per qualche minuto e poi è rientrato nell’oggetto principale (un grande oggetto triangolare), che immediatamente è sparita.”

UFO: l’epidemia dilaga in belgio

Presto arriveranno decine di altre segnalazioni, che spingeranno il governo Belga a prendere in considerazione questa lunga serie di avvistamenti, tutti molto simili.

La cosa più interessante, è che tutti questi avvistamenti erano solo l’inizio di una lunga serie.

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Patrik Ferryn (cofondatore del SOBEPS), ricorda:

“Il giorno dopo il 29 novembre i media avevano dato molto spazio alla notizia. Tutte le televisioni e i giornali ne parlavano. Allora siamo saliti subito in macchina e siamo andati a Heupon a intervistare i testimoni”.

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Oltre 150 testimonianze diverse furono raccolte nella stessa area nelle poche ore successive al primo avvistamento. Tutte concordavano in modo incredibile sui dettagli:

  • Forma triangolare
  • Molto grande e scuro

  • ogni angolo aveva una forte luce bianca
  • al centro una grande luce rossa lampeggiante

Il fatto più anomalo rispetto alle precedenti segnalazioni di UFO di avvenute in tutto il resto del mondo riguarda la forma dell’oggetto: triangolare. Decisamente inedita rispetto alle classiche segnalazioni di forme tondeggianti.

L’allerta militare

Il governo, incapace di dare spiegazioni alle richieste dei mass media e della popolazione decise quindi di coinvolgere l’esercito e di tentare di acquisire maggiori informazioni tramite gli avanzati strumenti tecnologici in dotazione all’aeronautica, portando avanti le indagini sugli avvistamenti.

Il Generale Wilfred De Brower (capo dell’Aeronautica militare belga, ora in pensione) ricorda:

“Nel 98 ero a capo della protezione dello spazio aereo del paese, quando ci furono i 183 casi di avvistamenti UFO. Molti ufficiali avevano respinto questi rapporti perché non entravano nel loro campo di pertinenza. Era frustrante ammettere che non si sapeva cosa stesse succedendo, ma poteva trattarsi di una importante violazione dello spazio aereo ed essendo il Belgio un membro NATO, si doveva procedere nelle indagini. Prima di tutto vennero inoltrate richieste di informazioni all’Ambasciata americana, per sapere se fossero in atto test di velivoli militari americani sui cieli europei (erano gli anni degli aerei Stealth).

L’America rispose informando il Governo belga che non erano in atto sorvoli di alcun genere né ne erano previsti nei periodi futuri.

Gli avvistamenti proseguono, segnalati da meteorologi dell’aeronautica, poliziotti e alti membri del governo, portando gli eventi ad un’altissima credibilità.

Il caso dell’ingegnere André Amond.

Uno dei casi che più destarono l’attenzione del Generale De Brower, fu quello che avvenne l’11 dicembre 1989 alle ore 18:00, quando alcuni cittadini segnalano un avvistamento nella vicina città rurale di Ernage.

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De Brower rimane colpito dal racconto di André Amond, ingegnere civile:

“stavo guidando con mia moglie seduta accanto, per andare a prendere mio figlio alla stazione del treno, quando ho notato tre pannelli di luce che camminavano a diverse centinaia di metri all’altezza del suolo parallelamente alla mia auto, sopra di un campo coltivato alla nostra destra.

Mia moglie disse che si poteva trattare di un aereo. Io non fui d’accordo e rallentai. La cosa strana fu che l’oggetto rallentò con me.

Allora decisi di accelerare e rallentare ogni volta e l’oggetto mi seguì nei miei movimenti. Poi l’oggetto si avvicinò nuovamente.  Non faceva alcun rumore. Uscii dalla macchina. Ricordo che l’osservammo per 7 minuti finché mia moglie non mi chiese di rientrare in auto. A quel punto l’oggetto scomparì ad una velocità tale che non è possibile raggiungere con le tecnologie ancora oggi presenti sul pianeta terra.”

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La decisione di seguire gli oggetti via aerea

A causa di una forte impossibilità a trovare una soluzione al problema, De Brower decise di preparare mezzi tecnologici per aumentare la conoscenza del fenomeno. In particolare, ordinò aerei F16 pronti per il decollo per seguire tali oggetti non identificati e acquisire informazioni sulle loro mosse in aria. Tale squadra di aerei sarebbe stata innescata dalla polizia a seguito del successivo ricevimento di avvistamento “qualificato” (ossia di alta affidabilità della fonte).

L’avvistamento UFO del 30 marzo 1990

L’unità del pilota Yves Meelbergs, allora alla guida degli F16, viene avvisata dei alcuni avvistamenti ad Est di Bruxelles.

Yves partì immediatamente decollando dalla base di riferimento e raggiunse l’area interessata dal fenomeno. Le luci erano lì. L’oggetto era in volo.

Così ricorda il pilota Meelbergs:

“L’oggetto fu identificato. La velocità e l’altitudine a cui si muoveva l’oggetto erano particolari.  Nel combattimento aereo, siamo abituati a vedere velivoli che si muovono rapidamente, ma le variazioni di quell’oggetto dimostravano che ci trovavamo di fronte a qualcosa di molto diverso da un aereo. La velocità misurata è di 990 nodi, quando la velocità di un aereo a tale altitudine è al massimo di 350-400 nodi. Inoltre il genere di manovre che riusciva a compiere era assolutamente fuori dal normale.”

Conferenza stampa dell’Aeronautica Belga (luglio 1990)

Sotto pressione da stampa e pubblico arrabbiati, De Brower indice una conferenza stampa per parlare del volo di Meelbergs.

Questa che si vede qui sotto è una velocità di 1010 nodi ed è la più alta mai registrata.

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“Gli oggetti volavano anche a velocità medie, ma come si può apprezzare dalla seguente immagine, in alcuni momenti ci si trovava di fronte a velocità di 990 nodi (990 K, che sta per Knots, ossia nodi).”

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“Questo non può avvenire con un veicolo convenzionale. L’accelerazione ha spinto l’oggetto da 150 a 500 nodi in poche frazioni di secondo.”

L’oggetto avvistato da Meelbergs fu visto da tre diverse fonti radio, tra torri di controllo e altri punti di osservazione.

Lo scatto fotografico che confutò le ipotesi di falso

Una sera di primavera, in un villaggio non molto lontano da dove tutto è iniziato, arrivò la prova finale, che trasformò l’ondata belga in una nuova scienza certa.

Così ricorda Ferryn:

“Per quasi 18 mesi abbiamo raccolto testimonianze e incontrato centinaia di persone, acquisendo oltre 60 fotografie di oggetti non identificati, e più o meno anche la stessa quantità di video.  Sfortunatamente erano tutti pessimi e di bassissima qualità. Si vedevano solo punti di luce su uno sfondo scuro (vedasi foto seguenti)”

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Una sera dell’aprile del 1990, fu finalmente acquisita quella che fu definita “una buona foto”.

Fu scattata nel villaggio di Petit Rechain non molto lontano da Eupon. Il 4 aprile 1990 ale 22:00 una ragazza stava passeggiando con il suo cane in giardino, quando vide qualcosa di stran0 nel cielo. Avvisò il su fidanzato che uscì in giardino con la macchina fotografica. Per riuscire a fotografare l’oggetto al buio doveva riuscire a rimanere immobile. Si appoggiò quindi al muro e scattò 2 foto.

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Così ricorda Ferryn:

“Quando sviluppo il rullino si accorse che una delle due fotografie era completamente vuota e la buttò; la seconda era interessante. C’erano tre luci e qualcosa di rosso nel centro ma quando ricevetti l’originale lo guardai e pensai che era un falso.  Allora costruii un modellino per provare a riprodurre quello che vedevo sulla diapositiva e capii subito che quanto era stato fotografato non era un modellino finto fotografato con comodo dall’artefice del falso.”

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Decisi quindi di incontrare un esperto di analisi digitali; qualcuno che aveva gli strumenti giusti per esaminarlo e capire se si trattava di un falso o meno.

Per un anno la diapositiva fu analizzata da un fisico nucleare dell’accademia militare di Bruxelles. L’analisi di alcuni dettagli della diapositiva mostrarono che un lato dell’oggetto triangolare è nitido, mentre gli altri due risultano sfocati, mostrando che l’oggetto si muove in modo indipendente.

Altri studiosi che hanno esaminato la diapositiva l’hanno valutata sotto gli aspetti dei campi elettromagnetici che circondano chiaramente l’oggetto della diapositiva, e che sono noti proprio come campi di alto campo elettro magnetico, cercando di scoprire se quanto ripreso nella fotografia potesse rappresentare un modello artefatto.

Non si aveva quindi la certezza di trovarsi di fronte ad un falso.”

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Le scoperte del professor Marion (docente di fisica a Parigi) fanno supporre che il veicolo si muoveva grazie a un sistema di propulsione “magneto plasma dinamico”, un motore che sfrutta un campo magnetico per generare spinta. Questo sistema spiegherebbe anche perché l’oggetto non produce alcun rumore.

Nel 2011, 20 anni dopo lo scatto, l’autore dello scatto (un allora ragazzo di 18 anni di nome Patrik) ha dichiarato che si trattò di un falso, organizzato proprio con un modellino realizzato e appeso nel giardino di casa propria. Questa rivelazione non ha in alcun modo cambiato il valore delle 2000 testimonianze raccolte nel periodo interessato.

Come è finita?

L’ondata belga è durata 18 mesi, con oltre 2.000 avvistamenti, di cui 650 furono analizzati e di questi, 500 non hanno tutt’oggi spiegazione del fenomeno osservato. Da un giorno all’altro gli avvistamenti si sono interrotti senza più alcuna replica.

La domanda è ancora aperta. Di cosa si tratta?

Di sicuro non di un aereo, non di un’elicottero, né un dirigibile né un ultraleggero.

Tre anni dopo l’ondata Belga, la stessa serie di avvistamenti (oggetto triangolare con tre luci bianche agli angoli e una rossa al centro) avvenne anche in america.


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